Domenica di conflitto, la guerra e i suoi effetti

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"Chi fa la guerra dimentica l'umanità. Non parte dalla gente, non guarda alla vita concreta delle persone ma mette davanti a tutto gli interessi da parte di potere". É il monito di Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus, in questa prima domenica di conflitto, morti, violenza e terrore che si sta registrando da cinque giorni, dopo l'offensiva della Russia nei territori ucraini. Una vera e propria guerra che ha provocato già 368 mila rifugiati, cittadini ucraini che scappano verso territori limitrofi, numeri confermati dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, all'interno di un bilancio purtroppo in costante e progressivo aumento, che registra anche 240 civili rimasti coinvolti nei bombardamenti e 60 morti. Un clima di terrore e paura, cadenzato da prese di posizione, ultimatum, annunci e smentite: l'Italia, dopo Finlandia, Danimarca, Irlanda, Belgio e Austria e molti altri paesi europei, ha deciso di chiudere il suo spazio aereo agli aerei russi, attesa per questo pomeriggio un'intesa a livello Ue sul blocco di tutte le compagnie russe dallo spazio aereo comunitario. Sparatorie ed esplosioni ormai si avvertono nelle città di Kharkiv e Kherson, ma anche a Kiev e in altre zone di confine, dove avanzano le truppe di terra del Cremlino, in un tragico susseguirsi di eventi che conferma l'aggravarsi della situazione ora dopo ora: da una parte l'avanzata russa, dall'altra la resistenza ucraina. Imminente anche la decisione dell'Unione Europea sull'applicazione di importanti sanzioni di carattere economico alla Russa. “Insieme a Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna - ha annunciato sla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen – si rafforzano le sanzioni contro la Russia dopo l’assalto all’Ucraina per paralizzare la capacità del presidente Vladimir Putin di finanziare la sua macchina da guerra”.