Primi (timidi) negoziati, ma la guerra continua

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Dopo cinque giorni di offensive e resistenze, sono partiti in mattinata i negoziati annunciati ieri tra Russia e Ucraina. Due delegazioni si sono incontrate nella regione di Gomel in Bielorussia: il capo negoziatore russo è Vladimir Medinski, uno dei massimi consiglieri del Cremlino, mentre la parte ucraina è guidata dal ministro della Difesa Oleksii Reznikov, un fedelissimo del presidente Zelensky. Cinque ore, stoppate da tre soste, per compiere "alcuni progressi" e trovare un "terreno comune", così come hanno confermato entrambe le parti della negoziazione, anche se sembra ancora molto lontana la via degli accordi. La diplomazia, però, sembra essere tuttora la strada migliore, tant'è che è stata espressa la possibilità di un secondo round di colloqui, dopo i primi negoziati e le relative consultazioni nei paesi al ritorno dei delegati, che proseguiranno con tutta probabilità al confine tra Polonia e Bielorussia nei prossimi giorni. Durante le ultime battute dell'incontro, il presidente russo Putin ha dichiarato nel corso di una telefonata al suo omologo francese, Emmanuel Macron, alcune condizioni indispensabili per la fine del conflitto russo, tra cui "il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea, la demilitarizzazione e la denazificazione dello Stato ucraino e la garanzia dello status neutrale dell'Ucraina". Intanto nei territori e nelle più grandi città dell'Ucraina, Kiev e Kharkiv, continuano le esplosioni e la paura: fonti ucraine parlano addirittura di 352 morti civili, tra i quali 14 bambini, su cui è alta l'allerta dell'Unicef. "La situazione dei bambini coinvolti nel conflitto in Ucraina peggiora ogni minuto - dichiara il direttore generale, Catherine Russell. Stiamo ricevendo notizie di ospedali, scuole, servizi idrici e igienico-sanitari e orfanotrofi colpiti. Armi esplosive in aree popolate e residuati bellici esplosivi sono pericoli reali e presenti per i bambini dell'Ucraina. Sono stati uccisi bambini. Sono stati feriti bambini. Sono stati profondamente traumatizzati bambini dalle violenze attorno a loro".