Puglia ancora a rischio

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C'è la Puglia tra le 3 regioni italiane che rimangono in "zona rossa". Oltre a quella pugliese, infatti, solo Val d'Aosta e Sardegna restano da considersi ad alto rischio epidemiologico per alta incidenza (superiore alla soglia dei 250 casi settimanali su centomila abitanti) e Rt sopra la soglia consentita. La Campania, invece, si accoda alle regioni in fascia arancione, nella quale ne sono contemplate addirittura 13 (Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Umbria e Veneto) con parametri di rischio più bassi, a dimostrazione che gli indici nazionali sono in calo e vanno attestandosi vicino allo 0,85 (contro lo 0,92 della settimana precedente). É quanto emerge dal monitoraggio settimanale della cabina di regia dell'Istituto Superiore e del Ministero della Salute: il report osserva un'ulteriore diminuzione del livello generale del rischio, anche se l'allerta rimane alta sul tasso di occupazione negli ospedali e nelle strutture mediche. Proprio come nel caso della regione pugliese, che continua a registrare più di 2mila pazienti ricoverati nei nosocomi del Tacco d'Italia, oltre al tasso di occupazione dei posti letto largamente superiore alle percentuali di rischio, ai nuovi picchi nei reparti di terapia intensiva e al poco confortante aumento dei decessi. Aspetti che non permettono certamente di allentare la morsa delle restrizioni, almeno per un'altra settimana.