Un tattoo sulle cicatrici

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L'idea è del Consiglio Regionale del Lazio. Un tatuaggio per coprire le cicatrici del dolore, non cancellarle ma accostarle armoniosamente alla paura che hanno rappresentato, all'incertezza di un futuro che ogni malattia lunga e pericolosa lascia dentro. Destinarie saranno le donne che hanno combattuto e vinto la loro personale battaglia contro il cancro al seno: a loro, infatti, è destinato un fondo speciale che prevede finanziamenti per coloro che hanno subito una mastectomia e che vogliono applicare un tatuaggio medicale ed estetico. La tecnica, già sperimentata in America, è estesta e lascia ampio raggio di intervento: dalla dermopigmentazione dell'areola agli effetti ottici in grado di restituire tridimensionalità fino alla realizzazione di tatuaggi classici, veri e propri interventi per restituire bellezza ad un corpo provato dal dolore, per segnare una nuova rinascita nell'anima. La legge, che prevede anche una collaborazione tra medici, enti sanitari e tatuatori professionisti, "è nata con lo scopo di sostenere le donne che si sono sottoposte ad intervento di asportazione e ricostruzione dell'areola mammaria, al fine di alleviarne il disagio psicologico - si legge nella normativa approvata lo scorso 3 marzo. La Giunta regionale disciplina, con deliberazione, i requisiti e i criteri per l'accesso a contributi (180mila euro all'anno per tre anni) per consentire i tatuaggi per la correzione di difetti della cute in detta area, nonché i requisiti per realizzare tali tatuaggi, secondo la normativa vigente".